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Degustazione Vini della Savoia (6 novembre 2021)

Chi ha mai sentito parlare dei vini della Savoia?

Probabilmente nessuno. In verità, a meno che tu non sia un intenditore, è difficile conoscere tu

tti i vini di una regione.

La Savoia è un territorio morenico-glaciale, calcareo e argilloso, che rende i propri vini minerali, di modesta struttura e con inedite note floreali e fruttate.

Il nostro produttore Domaine Vandange è venuto a trovarci sabato 6 novembre e ci ha raccontato qualcosa di più sui suoi vini.

Abbiamo scoperto che la Savoia distribuisce in tutta la Francia gli impianti vinicoli di ogni tipologia di vino, dal Bordeaux alla Borgogna. Inoltre, alcuni vitigni si ritrovano anche in Italia, dalla Valle d’Aosta fino alla Sicilia.

Durante la degustazione abbiamo assaggiato la Roussette, composto per il 100% dal vitigno Altesse. Deve il suo nome ad Anna di Cipro (1419-1462), principessa che andò in sposa, a Chambery, a Ludovico di Savoia, figlio del Duca Amedeo VIII. Pare che, prima di concedersi alla mano regale, abbia richiesto d

i portare con sé l’impianto della vite dell’Altesse, la cui traduzione è altezza, in senso di maestà. Una richiesta assai bizzarra che non si spiegherebbe se non si conoscessero i pettegolezzi dell’epoca: donna bellissima e viziosa che portò la Savoia alla banca rotta.

L’Altesse, il vino, è un bianco minerale con note speziate e panificate, fruttate e floreali. Noi l’abbiamo servito insieme al Raclette freddo, non fuso, che è stato molto apprezzato. In molti si sono chiesti come mai il formaggio Raclette fosse così buono anche in versione solida. La risposta è molto semplice: il nostro raclette è fatto a partire da latte crudo.

Il secondo vino è stato il Mondeuse, a bacca nera: note legnose, speziate (pepe) e aromatiche (cacao, liquirizia, frutti neri). Il vitigno si trova anche in Sicilia. La domanda sorge spontanea: è siciliano o francese? Probabilmente, per buona pace degli xenofobi, è un vino savoiardo. Ad ogni modo, il Mondeuse assomiglia per certi versi al Syrah o al Gamay. Lo abbiamo degustato insieme a pane di segale e terrina di cervo.

Infine, abbiamo bevuto il Cremant Brut di Savoia, una sorta di spumante, ottenuto però con il metodo tradizionale per ricavare lo Champagne, composto dal 45% di Jacquere, dal 30% di Altesse e dal 25% di Chardonnay. Frizzante, bien sûr, e con note floreali (fiori bianchi) e fruttate (pompelmo e pesca bianca). Noi lo abbiamo degustato con il formaggio Beaufort e macarons al foie gras d’oca e fichi.

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