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Champagne

Degustazione di Champagne (16 ottobre 2021)

Probabilmente, se chiedete agli Italiani se a loro piace lo champagne, vi risponderanno che preferiscono lo spumante. Forse un po’ per l’antica guerra tra micro-civiltà e un po’ per campanilismo di derivazione totalitaria.

La verità è che si tratta di due prodotti completamente diversi! Inoltre, sappiate che il riscaldamento globale favorirà la produzione di champagne mentre il vino subirà, a causa dell’inquinamento, un graduale e inarrestabile declino. A buon intenditor…

Parola di Charles Hubert, il produttore di champagne, che ci ha fatto visita sabato 16 ottobre. Secondo il viticoltore, infatti, il terreno gessoso e collinare della regione dell’Ambonnay risentirà meno dell’incremento delle temperature medie.

Ma, al di là delle questioni fataliste, qualche curiosità è emersa durante il nostro incontro tra influencer, giornalisti e clienti.

Innanzi tutto, lo champagne non ha sesso. Qualcuno ha supposto che tra le bottiglie proposte (Brut tradizionale, Blanc de Blancs e Blanc de Noirs) esistesse un gusto al femminile. Tuttavia, le donne presenti hanno espresso tutte preferenze diverse. Lo stesso fra gli uomini. Insomma, ogni palato risponde a papille gustative uniche. Certamente, la produzione vinicola -francese e non- è stata per secoli appannaggio maschile. Ovviamente, la faccenda è cambiata da quando le donne sono diventate imprenditrici. Pioniera nel settore vinicolo è stata Mary Anderson (1866-1953), forse più nota per aver inventato il tergicristallo.

Tirando un colpo di spugna sulla faccenda femminista, passiamo alla tecnica. Due champagne su tre provengono dai vitigni del Pinot Noir che, come suggerisce il nome, produce uva nera. Allora com’è possibile che lo champagne sia di colore oro? Semplice quanto diabolico. Prima di essere pressata, l’uva viene sbucciata in modo tale che rimanga soltanto la polpa: la fermentazione alcolica avviene separando il liquido dalle bucce (vinificazione senza macerazione). C’è anche la possibilità di usare una pressa pneumatica che esegue una pigiatura soffice (inferiore a 1 bar).

Dal punto di vista pratico, abbiamo anche imparato a degustare lo champagne. Tra un calice e l’altro, si versa dell’acqua naturale, possibilmente in bottiglia di vetro, per sciacquare il bicchiere, lasciando un sorso per detergere anche la bocca che, altrimenti, rischierebbe di percepire sapori identici a ogni cambio di collo. Qualche invitato ha pensato di ingollarsi tutta l’acqua, giustificandosi timidamente.

In effetti, c’era ben altro che champagne: insieme alle bollicine, abbiamo servito deliziosi macarons salati, provenienti da Lione e che ora sono in vendita nella nostra fine epicerie.

Ecco la scaletta della nostra degustazione:

Champagne Grand Cru – Brut Tradition, 80% Pinot Noir e 20% Chardonnay, floreale (fiori bianchi) e fruttato (agrumi e fragole), accompagnato a macarons ai porcini.

Champagne Grand Cru – Brut Blanc de Blancs, 100% Chardonnay, floreale (biancospino e tiglio), accompagnato a macarons al salmone.

Champagne Grand Cru – Brut Blanc de Noirs, 100% Pinot Noir, fruttato (ciliegia e nocciola), fermentato in acciaio, accompagnato a macarons al foie gras d’oca. 

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